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comunipane vuol dire pane che comunica. A patto che il pane sia buono al punto da risvegliare in chi lo consuma il ricordo dei profumi e dei gusti che fanno parte della nostra cultura. comunipane è il primo simposio tecnico sul pane italiano ed è organizzato da Accademia del Pane. In queste pagine riviviamo la storia dell’incontro con le immagini scattate durante i lavori, i nomi di chi ha partecipato e i risultati della degustazione.
comunipane è un’iniziativa di
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farina preferita dalle 3 giurie di comunipane
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I RISULTATI
3 giurie x 3 parametri = comunipane
Leggi i risultati con la votazione delle 3 giurie. ( Comunipane 3D Test.pdf )
Leggi il benvenuto a comunipane. ( comunipane diapositive.pdf )
Le realizzazioni dei panettieri che hanno partecipato a comunipane sono state giudicate in diretta da 3 diversi punti di vista: quello del consumatore (giuria di giornalisti e consumatori), quello del critico tecnico (giuria degli esperti e dei tecnici) e quello del produttore (giuria dei panettieri partecipanti). Ogni giuria ha votato valutando con un punteggio da 1 a 5 i tre parametri richiesti dal regolamento: profumo, resistenza e gusto. Dove
✓il PROFUMO era riferito al fatto che la crosta del pane mantenesse un profumo di grano persistente anche dopo 12 ore e la mollica emanasse un gradevole senso di umidità;
✓la RESISTENZA al fatto che la fetta di pane soggetta a pressione non si deformasse né si sbriciolasse:
✓il GUSTO al fatto che durante la masticazione si percepisse in modo definito il sapore del grano, indipendentemente dal companatico.
Le tre giurie ed i tre parametri di giudizio rappresentano le 6 voci di confronto dalle quali sono emersi i 6 prodotti primi classificati. La novità di questo metodo di valutazione è nel fatto che il giudizio non è parziale, come in una competizione tecnica, ma a 360° e quindi è più adatto a descrivere la percezione del valore così come matura nell’attività commerciale di ogni giorno.
In questo modo i panettieri hanno espresso la loro autovalutazione dei prodotti realizzati confrontandola in diretta con la valutazione “esterna” di una giuria competente sul piano tecnico e di una giuria composta da consumatori “ignoranti” e buongustai.